E’ il 1992 e la “Rivincita per il Mondiale di Scacchi 1972″, iniziata a Sveti Stefan (parziale 5-2), si conclude a Belgrado con il punteggio finale 10-5.

Articolo tratto da L’Italia Scacchistica N.1045.

Dopo 30 partite e 65 giorni di gioco (dal 2 al 20 settembre a Sveti Stefan e dal 30 settembre al 5 novembre a Belgrado) si è conclusa la “Rivincita per il Mondiale di Scacchi 1972” tra Bobby Fischer e Boris Spassky. Un match praticamente a senso unico, che ha evidenziato come la formula “senza limite alle partite da giocare” sia anacronistica e di scarso impatto sui mass-media: l’incontro, infatti, è risultato troppo lungo, perdendo molto del suo interesse già dopo le prime ventuno partite, quando Fischer si è portato sull’ 8 a 4, e ancor di più dopo il nono successo di Bobby, che ne sanciva formalmente la vittoria: in caso di 9 a 9, infatti, l’unica variante era la divisione in parti uguali della borsa (cosa che interessava solo i giocatori … ).

Comunque, il ritorno alle gare di Fischer ha destato grande interesse tra gli sponsor; anche qui, però, c’è il rovescio della medaglia: oggi tutti vogliono Bobby a scapito dei campioni” ufficiali”, Kasparov compreso (sintomatico il fatto, anche se la notizia non è ancora formalizzata, che Los Angeles abbia rinunciato al mondiale ‘93 e che la manifestazione fatichi a trovare un nuovo organizzatore). In occasione della seconda visita a Belgrado da parte di Campomanes, il 5 novembre, c’è stato un annuncio clamoroso: lo sponsor del match avrebbe prorosto di organizzare tutte le mamfestazioni ufficiali Fide del 1993 e Campomanes avrebbe accettato. Il giorno dopo la smentita: ma, se torna la pace in Iugoslavia e l’embargo dell’Onu viene tolto, chissà che la notizia non si riveli assai più seria e concreta di quanto oggi si possa pensare …

Articolo di Adolivio Capece

Di seguito l’articolo continua per la mano di Dragoslav Andric, corrispondente da Belgrado per L’Italia Scacchistica. Alcune considerazioni del dopo match.

Dichiarazioni

Fischer “Ho realizzato il mio sogno, giocando un incontro dove le patte non contano: questo è il vero gioco degli scacchi, quando chi è in vantaggio non può speculare sulle patte. Giocherò altri match per difendere il mio titolo. Quando e dove? Dipende dalle offerte che riceverò e da quello che mi andrà di fare. “

Spassky “Ho lottato fino in fondo anche se sapevo sin dall’inizio di essere destinato alla sconfitta. Ma è ora che Bobby torni a giocare ufficialmente e mostri il suo valore; quindi ho cercato di essere per lui il miglior allenatore e ho fatto del mio meglio per porgli sulla scacchiera ogni sorta di problemi. “

Visite

Domenica 25 ottobre il primo ministro Milan Panic ha fatto visita al match; la partita era però stata rinviata poichè Spassky aveva il raffreddore. Panic ha allora giocato due partite contro Bobby, perdendo la prima e pattando la seconda.

Mercoledi 28 ottobre c’è stata la visita di Lord Owen, co-presidente della Conferenza di Ginevra sulla Iugoslavia; Owen ha assistito alla fase iniziale dell’incontro (il 25°, vinto da Fischer), dichiarandosi grande appassionato del nostro gioco.

Anche il presidente della Fide, Florencio Campom;mes, ha visitato il match e per ben due volte: sembra che non si sia incontrato con Fischer, ma solo con Jezda Vasiljevic. Bobby più tardi ha dichiarato di essere contro la Fide, ma di non avere nulla di personale contro Campomanes.